Contachilometri taroccato sull'auto usata maximulta alla concessionaria: 100mila euro Print E-mail
Scritto da massi+   
sabato 15 gennaio 2011

 Pensionato detective scopre l'inganno e denuncia il venditore: la vettura aveva percorso molta
più strada rispetto a quella indicata sul cruscotto. E' scattata così la stangata decisa dall'Antitrust.

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Centomila euro di multa per avere venduto una Renault Mègane usata con il contachilometri sballato, che segnava 58mila chilometri percorsi quando in realtà il mezzo ne aveva fatti almeno 144mila. È la sanzione esemplare che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha affibbiato alla concessionaria Monzacar, colosso brianzolo della vendita di auto. Una sentenza inedita per severità, che potrebbe mettere un freno al malcostume spesso impossibile da dimostrare di "ritoccare" il contachilometri per alzare il valore dei mezzi usati.

Tutto nasce dal ricorso di un pensionato, furibondo perché l'auto appena comprata dal figlio aveva problemi alla turbina. Una seccatura che molti acquirenti di auto usate conoscono. Meno comune è stata la reazione dell'uomo che, dopo essere tornato al concessionario per farla riparare, ha poi cominciato a indagare sul passato dell'auto. E ha trovato quello che cercava: la prova che la Megane, immatricolata nel 2005, aveva fatto tanta, troppa strada. Molta più di quella dichiarata. A inchiodare il concessionario al pagamento della multa record da 100mila euro sono stati i documenti raccolti dal pensionato, che dimostravano come già nel gennaio 2006, al momento di una riparazione fatta in garanzia, l'auto avesse percorso 88mila chilometri. E nel giugno 2007, quando l'auto fu venduta dal primo proprietario a un altro automobilista, il contachilometri era a quota 144mila.

L'Antitrust ha condannato il concessionario in nome del decreto legislativo 206 del 6 settembre 2005, noto come "codice del consumo". La sanzione massima prevista dalla legge è di 500mila euro. L'azienda, che ha chiuso il 2009 con un utile di 78mila euro a fronte di un fatturato di 118 milioni, dovrà pagare 50mila euro per "diffusione di informazioni ingannevoli e omissione di informazioni rilevanti sulle caratteristiche principali dell'autovettura". Altri 50mila li dovrà versare perché il venditore avrebbe "chiesto al consumatore di concorrere alle spese di riparazione" e in un secondo momento, sempre nel periodo di un anno dalla vendita durante il quale vale la garanzia, avrebbe "rifiutato la riparazione e/o la sostituzione del bene".

Monzacar ha risarcito con 24mila euro l'automobilista, che avrebbe poi rifiutato altri indennizzi. E si prepara alla battaglia legale: ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la sentenza e porterà in tribunale l'uomo da cui ha acquistato la Megane, "unico responsabile di quanto è accaduto - dice l'azienda - in quanto comunicandoci un chilometraggio errato ha danneggiato noi per primi. Monzacar vende 6mila auto usate l'anno e non ha mai manomesso un contachilometri". Analoga difesa hanno tentato in passato altri venditori puniti dall'Antitrust per avere venduto auto "ringiovanite". Il 26 maggio scorso l'authority ha multato le concessionarie fiorentine Bettini Automobili ed English Car rispettivamente per 345mila e 175mila euro. Nel giugno 2009 a dovere pagare 100mila euro era stato il rivenditore pugliese Daddario. Ma in tutti i casi precedenti le auto che si ritiene siano state manomesse erano più d'una. E ui sta l'unicità della sentenza Monzacar. 

 Fonte testo e immagini: La repubblica

Ultimo aggiornamento ( martedý 18 gennaio 2011 )
 
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