Cosa cambia con l'etichettatura europea dei pneumatici? Print E-mail
Scritto da massi+   
marted 18 gennaio 2011

 Se ne parla solo ora ma è del 2009 una norma europea che impone l'etichettatura energetica per i pneumatici. Questi verranno etichettati con una indicazione analoga a quella che troviamo su lampadine e frigoriferi comprendente però anche una classificazione per il rumore e la sicurezza.

Alcuni di quseti fattori influenzeranno sicuramente il panorama dei pneumatici 4x4, soprattutto la reperibilità sul mercato di pneumatici con tassellature estreme.

L’etichetta energetica per il pneumatico diventerà obbligatorio nell’UE a partire dal 1° novembre 2012 per tutti veicoli da strada. Questa etichetta deve informare concernente due aspetti ambientali ed un aspetto di sicurezza, legati alla qualità del pneumatico: resistenza al rotola­mento, aderenza sul bagnato e  rumore di rotolamento. L’etichetta diventerà obbligatoria in tutti i paesi UE a partire dal novembre 2012. Fra l’altro, diverse esigenze minime per i pneumatici saranno ridefiniti nell’UE stessa.

La motivazione dell’UE si trova nell’«Action Plan for Energy Efficiency» del regolamento EU EC 661/2009. Questo regolamento ha come obiettivo che le innovazioni future mettono l’accento sulla riduzione del fab­bisogno di materie prime e dell’energia nel settore dei pneumatici e che questo proce­dimento porti a dei pneumatici sempre più efficienti.

Il regolamento si applica ai pneumatici di classe C1, C2 e C3, ossia a quelli destinati alle autovetture e ai veicoli commerciali leggeri e pesanti, ai rimorchi e agli semirimorchi. Non si applica invece ai pneumatici ricostruiti, a quelli da fuori strada professionali e a quelli progettati per essere montati soltanto su veicoli immatricolati per la prima volta anteriormente al 1º ottobre 1990. Non si applica nemmeno ai pneumatici di scorta ad uso temporaneo, a quelli di categorie di velocità inferiori a 80 km/h a quelli chiodati e a quelli progettati per essere montati soltanto su veicoli destinati esclusivamente alle corse automobilistiche.

Eccovi la ripartizione dei quattro parametri:

«Consumo di carburante moderato» per mezzo di una riduzione conseguente della resistenza al rotolamento del pneumatico.
«Materiali resistenti all’usura» attraverso un peso di gomma identico per accre­scere il chilometraggio
«Migliore sicurezza» attraverso un mig­lioramento dell’aderenza sul bagnato
«Pneumatico silenzioso» attraverso l’uti­lizzo di nuovi materiali per la riduzione del livello rumoroso.

Questo regolamento è seguito all’ordi­nanza sull’etichettatura del pneumatico (regolamento (CE) n° 1222/2009) che sarà applicato nell’Unione europea.

1. Resistenza al rotolamento
Il metodo di misurazione del coeffi ciente di resistenza al rotolamento (RRC) è stato fi s­sato dall’organo competente della Commis­sione economica dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Europa (CCE-ONU). La sua applicazione è ancora oggetto di discus­sioni nel gruppo di lavoro competente.

2. Aderenza sul bagnato
Il metodo di misurazione del coeffi ciente dell’aderenza sul bagnato è defi nito nel regolamento n° 117 della Commissione eco­nomica dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Europa (CCE-ONU). Il «Wet grip index» G è il rapporto tra la decelerazione media del prodotto testato ed il SRTT del pneumatico (referenza mondiale).

3. Rumore di rotolamento

Il metodo di misurazione del rumore di roto­lamento esterno è definito nel regolamento n° 117 della Commissione economica dell’Or­ganizzazione delle Nazioni Unite per l’Eu­ropa (CCE-ONU). Il rumore di rotolamento esterno è misurato con l’aiuto di microfoni, indicato in decibel (dB(A)). Durante il test, il veicolo passa di fianco ai microfoni a ruota libera ed a motore spento. Le onde sonore e il numero di dB indicati informano sull’inten­sità sonora del prodotto.
La classe di rumore di rotolamento esterno è determinato sulla base di valori limiti (LV) fissati nell’appendice I, parte C, del regola­mento (CE) n° 661/2009 su una scala di tre livelli.

Raffigurazione e comunicazione al con­sumatore
Conforme al regolamento europeo, l’eti­chetta per i pneumatici dovrà corrispondere all’illustrazione qui sotto. Essa sarà conse­gnata a tutte le persone presso i concessio­nari a partire dal 1° novembre 2010 e sarà presentata probabilmente in questo modo:
1. La resistenza al rotolamento – classifi cata dalla A al G – indica l’effi cienza energe­tica.
2. L’aderenza sul suolo bagnato – classifi ­cata dalla A al G – indica la sicurezza.
3. Il rumore di rotolamento esterno – misu­rato in dB – è illustrato attraverso le onde sonore.

 Alcuni produttori come General Tyres, parte di Continental, dunqe azienda con un piede in USA ed uno in Germania, ha lanciato da poco un nuovo modello di Grabber AT che pare possa conciliare l'etichettatura con una scolpitura in grado di cavarsela su diversi terreni.
Una soluzione adeguata a chi fa offroad moderato e a chi saltuariamente percorre strade bianche magari con un po di neve o fango non profondo. Una situazione molto diversa dagli appasionati che oggi utilizzano la loro Land Rover su percorsi al limite del pensabile. Certo, potenzialmente alcuni tipi di pneumatici potrebbero rientarre in categorie specialistiche o per la competizione, ma con l'incognita di non poterli usare su strada causa probabilmente l'omologazione mancante.

 

E' evidente che i pneumatici specifici per l'uso offroad esasperato dei quali facciamo uso rientrano in classi di limitazione che sicuramente porteranno a dei problemi di reperibilità. Secondo Chris Dawson, grossista Uk di pneumatici, intervistato da LRO il problema risisderà nel fatto che si tratta di prodotti di nicchia con un numero limitato di unità vendute in UE. Questo farà si che l'investimento per adeguare il prodotto lla normativa diventi insostenibile e molti pneumatici con pattern particolarmente aggressivi spariranno dal mercato.

D'altronde la maggioranza dei pneumatici estremi o mudterrain prodotti un USA sono marcati come LT (light truck) ovvero dedicati ad una classe coe rientra pienamente nella categoria sogegtta alle limitazioni. Una soluzione banalepotrebbe sembrare la rimozione della dicitura, ma probabilmente questo genererebbe una contraddizione per il rapporto dimensione - velocità massima che per gli LT è limitata. 

Inoltre, vi è il problema delle scorte di magazzino. I pneumatici attualmente già prodotti senza marcatura potranno essere messi sul mercato fino ad esaurimento ma se l'utente dovesse danneggiare una gomma potrebe non essere in grado di reperire una sostituzione uguale.

Forse vedremo un mercato di pneumatici "non omologati per l'uso stradale" affermarsi solo per l'uso fuoristradisitico estremo, occorrerà partire da casa con le gomme stradali e cambiarle quando si entra in pista. Da una parte questo potrebbe favorire lo sviluppo di scolpiture estreme ancora più esasperate e non più vincolate alle omologazioni, per contro ricordiamo che però le omologazioni garantiscono anche restistenza e sicurezza.

Scarica qui una spiegazione commentata (PDF in inglese)

Fonti:

- European tyre and rubber manufacturer association

- Commissione energetica europea

- Tyrepress.com

- Il sole 24 ore

- Land Rover Owners International

- TCS svizzero

Ultimo aggiornamento ( marted 18 gennaio 2011 )
 
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